
Ieri sera era indetta una delle nostre cene tra amiche, solo donne. Abitiamo nello stesso paese. Ci ritroviamo a cadenza non esatta, normalmente quella che é più "stressata" lancia l'ululato, <Andiamo a farci una pizza?>.
Entro al Ristorante con passo baldanzoso e affrettato, del resto, come sempre, sono in ritardo :). La tavolata si snoda davanti ai miei occhi, sono tutte sedute, solo due posti vuoti. Sono indecisa, del resto un posto vale l’altro. Da sinistra A si sbraccia, mi vuole vicina, ma il mio occhio si posa su C, alla destra. L’impulso di andarle vicino è fortissimo, lei è una toscanaccia simpaticissima.
E’ in quel momento di indecisione che la noto. E’ proprio vicina al posto libero dalla parte di C.
Non la conosco e mi chiedo se c’è un nuovo acquisto e d’impulso mi dirigo a quel posto vuoto.
Cosa mi attraeva? Non so definirlo. Forse solamente il cappello floscio con la tesa che si appoggiava morbidamente sul collo a celare, gettare un’ombra sugli occhi già mascherati dagli occhiali da vista. Forse un sorriso dolcemente triste.
C mi travolge con le sue novità in chiave buffonesca ed io rincaro con le mie. Ci presentano.
Lei è Alessandra, ha la mia età e scopriamo che a grandi linee ha un vissuto come il mio, due figli, un ex marito.
Mentre ci raccontiamo noto i pochi capelli cortissimi che sbucano da sotto la tesa sul collo, le mani deformate, tagliuzzate, gonfie.
Alessandra tre anni fa è stata operata di tumore, si è curata e stava bene. Poco tempo fa, nel corso di una visita di controllo le hanno trovato diverse metastasi sparse nell’addome. Sta facendo la chemio che le dà disturbi pesantissimi. Sta morendo e lo sa, ma continua a sperare e a lottare.
No so descrivere le mie emozioni, lei dice che mi ammira io credo che solo lei sia da ammirare.